
Non soltanto un luogo nel quale discutere di intelligenza artificiale, educazione e tutela dei minori, ma uno spazio capace di intercettare nuove idee, valorizzare giovani studiosi e far emergere la ricerca che sta nascendo nelle università e nei centri di studio italiani. È questa una delle prospettive sulle quali l’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale sta iniziando a lavorare in vista della prossima edizione 2027 del Congresso nazionale ospitato a Torre di Ruggiero.
L’idea nasce anche dall’esperienza dell’edizione dello scorso luglio e da una delle storie che hanno accompagnato il Congresso: quella della giovane ricercatrice dell’Università di Catanzaro Nilde Fera, premiata nel corso della manifestazione. Una presenza che ha contribuito a mettere in evidenza un aspetto destinato ora a diventare sempre più centrale: offrire spazio non soltanto agli esperti già affermati, ma anche a una nuova generazione di studiosi che sta costruendo oggi la ricerca sui grandi cambiamenti prodotti dall’intelligenza artificiale.
Da qui prende forma il progetto, in fase di definizione, di una nuova sessione che si chiamerà “Generazione Ricerca”, interamente dedicata a tesisti, dottorandi, assegnisti e giovani studiosi under 35.
L’obiettivo è quello di raccogliere contributi e ricerche originali sul rapporto tra minori e intelligenza artificiale, affrontato nelle sue molteplici dimensioni: educativa, psicologica, pedagogica, filosofica, giuridica, sociale, comunicativa e tecnologica.
I lavori saranno sottoposti alla valutazione di un comitato scientifico, chiamato a selezionare le esperienze più significative. Le ricerche scelte avranno quindi la possibilità di essere presentate pubblicamente durante il Congresso, davanti a studiosi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo della scuola.
Non, dunque, una semplice vetrina, ma un’occasione concreta di confronto e di crescita. Un modo per mettere in relazione chi muove i primi passi nella ricerca con chi da anni opera nei diversi settori coinvolti dalla trasformazione digitale.
La prospettiva è quella di rafforzare progressivamente l’identità di Torre di Ruggiero come “borgo-laboratorio” sull’IA e le nuove generazioni: un piccolo centro calabrese capace di diventare punto d’incontro nazionale per chi studia il rapporto tra tecnologia, educazione, infanzia e adolescenza.
Una scelta che ha anche un forte valore simbolico. La ricerca e l’innovazione, infatti, non devono necessariamente avere come unico scenario le grandi città, le università metropolitane o i principali poli tecnologici del Paese. Anche un borgo dell’entroterra calabrese può costruire reti, produrre cultura scientifica e diventare luogo di elaborazione sulle grandi questioni del presente.
Il Congresso è pronto così a compiere un ulteriore passo avanti: non limitarsi a parlare dei giovani e del loro futuro nell’era dell’intelligenza artificiale, ma affidare proprio ai giovani una parte del racconto e della costruzione di quel futuro.
In questa prospettiva, il riconoscimento tributato a Nilde Fera nell’edizione di luglio assume un significato che va oltre il singolo premio. Diventa il punto di partenza di una nuova traiettoria. Dalla storia di una giovane ricercatrice alla possibilità di aprire le porte a decine di altri studiosi emergenti. Da Nilde Fera, appunto, a “Generazione Ricerca”.
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