
Esercitava la professione di odontoiatra senza avere i titoli necessari e, in particolare, senza la Laurea: era questa l’accusa al centro della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Catanzaro nei confronti di un 62enne del Golfo di Policastro, in Campania. Secondo quanto accertato, l’uomo, difeso dall’avvocato salernitano Francesco Maldonato, avrebbe svolto, negli anni, attività tipiche di odontoiatra pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti dallo Stato, fino al mese di settembre del 2021. L’indagine aveva anche evidenziato che l’imputato si sarebbe servito di documentazione falsa per ottenere il riconoscimento di un titolo di studio estero di laurea.
E, successivamente, il ‘falso odontoiatra’ avrebbe - secondo i P.M. catanzaresi - presentato nel marzo 2020 un’istanza per il riconoscimento del diploma rilasciato dall’Università albanese di Tirana (nota per aver concesso una laurea ‘facile’ al “Trota”, il figlio di Bossi, il Senatur) allegando certificazioni che, secondo gli inquirenti, attestavano, il completamento degli studi universitari e il conseguimento della Laurea in Scienze Odontoiatriche. Sulla base di questa documentazione, l’Università Magna Grecia di Catanzaro sarebbe stata indotta in errore e avrebbe riconosciuto l’equipollenza del titolo di laurea albanese, consentendo al 62enne di iscriversi al Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e di ottenere, nel luglio 2021, il Diploma di Laurea, ritenuto però viziato dal riconoscimento della Laurea albanese.
L’uomo, perciò, era stato tratto a giudizio per rispondere di falso ideologico in atto pubblico con induzione in errore del Senato Accademico dell’Ateneo catanzarese, sulla base dei diversi elementi raccolti nel corso delle indagini effettuate dagli uomini della Guardia di Finanza di Lagonegro e dai carabinieri del NAS di Salerno. Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la Procura di Lagonegro aveva quindi trasmesso gli atti alla Procura di Catanzaro, individuando nello Stato la persona offesa. Il Giudice dell’Udienza Preliminare del capoluogo calabrese, dr. Gilda Danila Romano, ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, rigettando tutte le richieste del P.M. che aveva chiesto la condanna dell’uomo ad anni due e mesi sei di reclusione.
Nella motivazione, il Gup ha dato atto che “La Difesa ha argomentato in maniera dirimente, a parere di chi scrive, per poter ritenere non raggiunto il limite del ragionevole dubbio sulla responsabilità come ascritta”. Il P.M. aveva sostenuto che l’imputato non era entrato, se non episodicamente, in terra d’Albania e dunque la laurea conseguita sarebbe stata falsa.
Il giudice ha, invece, condiviso “la tesi difensiva secondo cui l’annessione dell’Albania all’Unione Europea sin dall’anno 2005 consente l’ingresso nello Stato con la sola carta di identità, per cui risultano registrati i soli accessi in cui è stato esibito il passaporto e non la documentazione effettivamente utilizzata per il passaggio del confine”.
Con la conseguenza che “Deve escludersi ogni elemento di falsità della laurea conseguita in Albania, con conseguente insussistenza dell’accusa di avere indotto in errore il Senato accademico dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro”.
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