
Un possibile focolaio batterico è al centro degli accertamenti della magistratura e delle autorità sanitarie dopo la morte di un bambino di appena 18 mesi e il ricovero di altri quattro piccoli che frequentano lo stesso asilo nido di Tropea. L'ipotesi di un batterio killer resta al vaglio degli investigatori, mentre si attendono gli esiti delle analisi e dell'autopsia.
23 luglio 2026 13:56Una tragedia che ha sconvolto la Calabria e che ora potrebbe nascondere uno scenario ancora più inquietante. Un bambino di un anno e mezzo, Alessio Pio, è morto all'ospedale di Catanzaro dopo un rapido peggioramento delle sue condizioni di salute. Nelle stesse ore altri quattro bambini iscritti allo stesso asilo sono stati ricoverati con sintomi ritenuti compatibili tra loro, facendo scattare l'allarme sanitario.
Le prime verifiche puntano a chiarire se dietro i casi possa esserci un'infezione batterica particolarmente aggressiva. Al momento non esistono conferme ufficiali sulla presenza di un "batterio killer", ma è questa una delle ipotesi che le autorità stanno approfondendo per ricostruire quanto accaduto.
Il piccolo era stato inizialmente ricoverato in un ospedale del Vibonese. Con il peggiorare del quadro clinico, i medici ne hanno disposto il trasferimento d'urgenza all'ospedale di Catanzaro. Qui, secondo quanto trapela da fonti sanitarie, sarebbe emerso il sospetto di una grave forma di setticemia, una condizione che può svilupparsi quando un'infezione si diffonde nell'organismo. Nonostante gli sforzi dell'équipe medica, il bambino non è sopravvissuto.
Parallelamente sono stati ricoverati altri quattro bambini che frequentano la stessa struttura educativa. Tre di loro sono stati dimessi dopo gli accertamenti e il miglioramento delle condizioni cliniche, mentre uno resta ancora sotto osservazione all'ospedale di Catanzaro. Sul suo stato di salute viene mantenuto il massimo riserbo.
La Procura di Vibo Valentia ha aperto un'inchiesta per accertare le cause del decesso e verificare l'eventuale collegamento con gli altri casi registrati nell'asilo. Dopo la denuncia presentata dai genitori del piccolo, gli inquirenti hanno sequestrato la cartella clinica e disposto il sequestro della salma. Nelle prossime ore sarà eseguita l'autopsia, esame ritenuto fondamentale per chiarire l'origine dell'infezione e stabilire se vi sia effettivamente un agente batterico responsabile.
Anche l'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha attivato tutte le procedure previste. È in corso un monitoraggio della situazione, mentre il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito ha convocato una riunione urgente con i propri collaboratori per ricostruire ogni fase della vicenda. Lo stesso commissario ha confermato che l'asilo aveva trasmesso una comunicazione ufficiale all'Asp dopo la comparsa dei primi casi, chiedendo indicazioni operative su come intervenire.
Le verifiche riguarderanno anche gli ambienti della struttura, la rete idrica, gli alimenti e il rispetto dei protocolli sanitari, per accertare l'eventuale presenza di contaminazioni o altre criticità.
Al momento gli investigatori invitano alla prudenza: parlare di "batterio killer" è ancora prematuro e sarà necessario attendere i risultati degli esami microbiologici, degli accertamenti epidemiologici e dell'autopsia. Solo allora sarà possibile stabilire se i ricoveri e il tragico decesso siano riconducibili a un'unica causa.
IL COMMENTO DEL CODACONS: "Fare luce su autorizzazioni e controlli igienico-sanitari"
"La tragica scomparsa del piccolo Alessio Pio e i recenti ricoveri di altri bambini frequentanti lo stesso nido di Tropea impongono risposte chiare e tempestive. Di fronte a una vicenda che lascia sgomenta una intera comunità, il Codacons chiede alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia di valutare la regolarità delle autorizzazioni amministrative e sanitarie della struttura, verificando se le tempistiche dei controlli periodici di legge siano state pienamente rispettate.
Parallelamente il Codacons ha redatto una istanza di accesso agli atti all’ASP di Vibo Valentia per prendere visione dei verbali e dei referti relativi ai campionamenti effettuati in questi giorni su ambienti, rete idrica, cibo e locali mensa. L’obiettivo è capire se possano essere emerse criticità o violazioni delle norme di igiene, biosicurezza e dei protocolli HACCP.
Non vogliamo puntare il dito contro nessuno, compito che spetta solo alla Magistratura, ma appare necessario garantire trasparenza e sicurezza nei luoghi che accolgono i nostri figli. Quando si parla di tutela dei più piccoli, la prevenzione e il rispetto delle regole devono essere assoluti".
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