



di IACOPO PARISI
Formazione specialistica, competenze interdisciplinari e una nuova cultura della mobilità. Sono stati questi i temi al centro dell’evento dedicato al trasporto pubblico locale e alle prospettive della mobilità in Calabria, che ha riunito mondo accademico, istituzioni, autorità e operatori del settore.
L’iniziativa, inserita in un percorso di formazione post laurea, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare il know-how in un ambito strategico per lo sviluppo del territorio. Un settore che, soprattutto in Calabria, richiede investimenti, programmazione e professionalità capaci di accompagnare il cambiamento.
A sottolinearlo è stato il vicepresidente della Regione Calabria, Filippo Mancuso, che ha evidenziato l’importanza del tema per la regione e per la città di Catanzaro. Mancuso ha richiamato la necessità di formare figure competenti nel campo della mobilità e dei trasporti, ricordando come anche le aziende del trasporto locale incontrino spesso difficoltà nel reperire professionalità specializzate sul territorio.
Secondo Mancuso, la sfida non è soltanto infrastrutturale, ma anche culturale. “Non è facile cambiare la mentalità di una regione o di una città sui trasporti”, ha osservato, riferendosi alla necessità di orientare cittadini e territori verso sistemi più moderni, sostenibili e integrati.
Il vicepresidente della Regione ha poi richiamato il piano regionale dei trasporti, definendolo innovativo e ambizioso, pur riconoscendo la complessità degli obiettivi. Tra le priorità indicate, il collegamento delle aree interne con i principali centri urbani e il potenziamento delle connessioni tra Catanzaro, Lamezia Terme, Cosenza, Crotone e gli altri territori calabresi. In questo quadro si inserisce anche l’investimento sulla metropolitana di Catanzaro, considerato un intervento destinato a incidere in modo significativo sulla mobilità cittadina.
Sulla centralità della formazione si è soffermato anche il Magnifico Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, che ha evidenziato il ruolo dell’ateneo nel garantire opportunità di aggiornamento e specializzazione non solo agli studenti, ma anche a professionisti, dipendenti pubblici e operatori provenienti da amministrazioni ed enti diversi.
Cuda ha definito la mobilità una tematica di grande impatto, particolarmente rilevante in una regione che deve recuperare ritardi strutturali. Il corso, ha spiegato, offrirà competenze trasversali e strumenti utili per affrontare questioni complesse, grazie anche alla collaborazione tra l’Università Magna Graecia di Catanzaro e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Una sinergia che rientra in un progetto più ampio e che coinvolge docenti, esperti e personalità provenienti da diversi enti e atenei.
Anche Aquila Villella, dirigente del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha insistito sul valore della collaborazione tra istituzioni, università e Regione, definendola particolarmente proficua. Il trasporto pubblico locale, ha spiegato, richiede un approccio interdisciplinare, capace di mettere in dialogo competenze giuridiche, economiche, tecnologiche e sociali.
Il futuro della mobilità pubblica, infatti, non dipende soltanto dagli investimenti infrastrutturali o dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla qualità della regolazione, dalla sostenibilità economica dei servizi e dalla capacità delle istituzioni di governare processi di cambiamento complessi. Al centro resta l’obiettivo di garantire ai cittadini servizi efficienti, accessibili e di qualità.
Dall’incontro è emersa dunque una visione condivisa: per costruire una mobilità moderna in Calabria servono infrastrutture, investimenti e tecnologie, ma anche competenze qualificate, capacità amministrativa e un cambiamento culturale. Una sfida che riguarda le istituzioni, l’università, gli operatori e i cittadini, chiamati a immaginare un sistema di trasporto pubblico più efficiente, connesso e sostenibile.
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