
Questa notte, sulla spiaggia di Cutro, si è tenuta la commemorazione del naufragio avvenuto tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un peschereccio con a bordo circa 200 persone, alla ricerca di un futuro migliore, si spezzò in due a pochi metri dalla riva.
"In quella tragedia persero la vita 94 persone, tra cui molti bambini. Dietro quei numeri c’erano volti, nomi, storie, famiglie. Donne e uomini che non cercavano privilegi, ma dignità. Persone che avevano attraversato deserti, violenze e privazioni con la sola speranza di costruire una vita libera e sicura- scrive Gianmichele Bosco, Alleanza Verdi e Sinistra - A distanza di tre anni, ci siamo ritrovati su quella stessa spiaggia dove intervennero i primi soccorsi, per ribadire che la memoria non può e non deve avere vita breve. Ricordare non è un atto simbolico: è una responsabilità civile e politica. È un dovere verso chi non c’è più e verso chi continua a rischiare la vita lungo le rotte migratorie".
"Fino a quando i confini prevarranno sul respiro dell’essere umano, non potremo parlare di giustizia sociale. Fino a quando la sicurezza sarà anteposta alla tutela della vita, continueremo ad assistere a tragedie che non possono essere archiviate come fatalità. La commemorazione di questa notte è stata un momento di raccoglimento, ma anche di impegno. Perché la memoria sia azione, perché il dolore diventi coscienza collettiva, perché l’Europa e il nostro Paese scelgano finalmente politiche fondate sull’umanità, sull’accoglienza e sulla salvaguardia della vita. Non possiamo restare indifferenti. Non possiamo abituarci. La dignità umana non è negoziabile".
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