Tricologia, a Catanzaro il primo grande congresso del Sud Italia

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Gli esperti: «Non è estetica, ma una disciplina medica complessa e multidisciplinare»

  22 giugno 2026 14:14

La tricologia esce definitivamente dall'angolo delle discipline considerate marginali e rivendica il proprio ruolo nella medicina moderna. È questo il messaggio emerso dal congresso nazionale "Trichology", ospitato a Catanzaro nella sala convegni della Camera di Commercio e promosso con il patrocinio della Società Italiana di Tricologia (S.I.Tri.), che ha riunito nel capoluogo calabrese alcuni tra i più autorevoli specialisti italiani del settore.

Per la prima volta il Sud Italia ha ospitato un appuntamento scientifico di questa portata interamente dedicato alle patologie dei capelli e del cuoio capelluto, confermando il crescente interesse della comunità medica verso una disciplina che oggi viene considerata sempre più centrale nella diagnosi e nella gestione di numerose condizioni cliniche.

A presiedere i lavori è stato il dottor Antonio Soverina, consigliere nazionale della S.I.Tri., affiancato dalle dermatologhe Laura Alessi e Antonella Parlangeli. Nel corso delle tre sessioni scientifiche si sono alternati specialisti provenienti da università, ospedali e centri di ricerca italiani, affrontando temi che spaziano dalle alopecie pediatriche alle malattie genetiche rare, dal microbiota intestinale alla medicina di precisione, fino alle nuove applicazioni dell'intelligenza artificiale nella diagnostica tricologica.

Tra gli ospiti di maggior prestigio la professoressa Antonella Tosti, docente della Leonard Miller School of Medicine dell'Università di Miami e considerata una delle massime autorità mondiali nel campo della dermatologia dei capelli, insieme al presidente nazionale della S.I.Tri., Marco Toscani, al ricercatore dell'Università Magna Graecia Luigi Bennardo e alla professoressa Sonia Trombino dell'Università della Calabria.

Nel corso del congresso è emersa con forza una convinzione condivisa da tutti i relatori: la perdita dei capelli non può più essere considerata soltanto un problema estetico. Dietro un'alopecia o un disturbo del cuoio capelluto possono infatti nascondersi problematiche endocrine, metaboliche, autoimmuni o altre condizioni patologiche che richiedono competenze specialistiche e un approccio multidisciplinare.

«Per troppo tempo la tricologia è stata considerata la Cenerentola della medicina», ha sottolineato Antonio Soverina, ricordando come l'impatto psicologico della perdita dei capelli possa essere profondo e incidere sulla qualità della vita delle persone. Da qui la necessità di affidarsi esclusivamente a professionisti qualificati e a percorsi diagnostici e terapeutici fondati su evidenze scientifiche, contrastando il proliferare di presunti esperti e cure miracolose prive di validazione.

Sulla stessa linea il presidente della S.I.Tri. Marco Toscani, che ha ripercorso l'evoluzione della disciplina dagli anni Ottanta a oggi, ricordando come la tricologia fosse inizialmente guardata con scetticismo persino all'interno della dermatologia. «Oggi sappiamo che la crescita e la perdita dei capelli sono fenomeni multifattoriali e che il confronto deve coinvolgere dermatologi, endocrinologi, ginecologi e specialisti di diverse branche», ha evidenziato, sottolineando il ruolo della società scientifica nel promuovere ricerca, formazione e corretta informazione ai pazienti.

Il dottor Paolo Gigli ha evidenziato come la tricologia richieda una visione complessiva della salute della persona e non possa ridursi alla semplice prescrizione di farmaci o integratori. Una posizione condivisa anche dal dottor Daniele Campo, che ha ricordato il percorso di crescita della disciplina attraverso la nascita della Società Italiana di Tricologia, l'istituzione dei master universitari dedicati e la creazione del Pubblico Registro dei Medici Tricologi, strumenti che hanno contribuito a garantire maggiore qualità formativa e sicurezza per i pazienti.

L'elevata partecipazione e il livello scientifico degli interventi hanno confermato il successo dell'iniziativa e la maturità raggiunta da una disciplina che oggi rappresenta un punto di incontro tra dermatologia, endocrinologia, medicina interna, genetica e nuove tecnologie. Un risultato che consacra Catanzaro come sede di un importante momento di confronto nazionale e che rafforza il ruolo della formazione scientifica nel promuovere una medicina sempre più integrata, personalizzata e basata sulle evidenze.

La segreteria organizzativa del congresso è stata curata dall'agenzia Present&Future.

 


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