Truffe agli anziani, “Rete Sicura” chiude con 300 persone raggiunte e 50 assistite
03 novembre 2026 21:08Si conclude con un bilancio decisamente positivo il progetto “Rete Sicura – Conoscere per proteggersi”, promosso dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS – Sede Territoriale di Catanzaro, in qualità di ente capofila, insieme a UNIVOC Catanzaro ODV-ETS, Centro Solidarietà Catanzaro Marina ODV-ETS, Centro Cittadino per i Servizi Sociali ODV-ETS e Controvento APS-ETS, nell'ambito di un percorso di coprogettazione con il Comune di Catanzaro.
Un'iniziativa che, pur avendo dovuto affrontare difficoltà amministrative e tempi di realizzazione particolarmente compressi, è riuscita a raggiungere risultati significativi, portando l'informazione direttamente nei quartieri, offrendo servizi di ascolto e assistenza e costruendo una rete di protezione sociale a favore delle persone anziane e dei cittadini maggiormente vulnerabili.
Il percorso prende avvio dall'importante opportunità di finanziamento messa a disposizione dal Ministero dell'Interno, attraverso il Fondo Unico Giustizia destinato alla prevenzione e al contrasto delle truffe agli anziani.
A seguito dell'approvazione della proposta del Comune di Catanzaro e della sottoscrizione del protocollo d'intesa con la Prefettura, l'Amministrazione comunale, attraverso il Settore Politiche Sociali, ha avviato la procedura pubblica per individuare un ente del Terzo Settore con cui sviluppare un percorso di coprogettazione.
In tale contesto si inserisce la proposta dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catanzaro che, forte della propria esperienza nel campo della tutela delle persone fragili, ha costituito un partenariato composto da realtà associative profondamente radicate nel territorio, dando vita a “Rete Sicura”.
L'avvio operativo del progetto, tuttavia, ha dovuto confrontarsi con un iter amministrativo più lungo del previsto, anche a seguito di richieste di chiarimento avanzate da altri soggetti partecipanti alla procedura pubblica, circostanza che ha determinato un significativo slittamento delle attività rispetto alla programmazione iniziale.
Una situazione che ha inevitabilmente ridotto il tempo disponibile per la realizzazione degli interventi, imponendo agli enti coinvolti uno sforzo organizzativo straordinario e una rimodulazione particolarmente intensa del calendario.
Nonostante tali difficoltà, l'UICI e i partner hanno scelto di non ridimensionare l'impegno assunto, concentrando energie, competenze e risorse per garantire il maggior numero possibile di interventi e raggiungere concretamente i destinatari del progetto.
I risultati conseguiti testimoniano l'efficacia del modello organizzativo adottato.
Sono stati circa 300 gli anziani direttamente coinvolti attraverso gli incontri formativi e informativi e le attività degli infopoint, con occasioni di confronto, sensibilizzazione e orientamento dedicate al riconoscimento e alla prevenzione delle principali tipologie di truffa.
Particolarmente significativo anche il dato relativo ai servizi individualizzati: circa 50 utenti hanno avuto accesso ai percorsi di consulenza, ascolto e supporto, potendo contare sull'assistenza di figure competenti negli ambiti legale, sociale e psicologico.
Il progetto, infatti, non si è limitato a spiegare come riconoscere i tentativi di raggiro, ma ha inteso offrire risposte concrete alle persone che manifestavano dubbi, preoccupazioni, situazioni di vulnerabilità o necessità di orientamento.
Attraverso i servizi di consulenza legale è stato possibile fornire indicazioni sui diritti, sugli strumenti di tutela e sui comportamenti da adottare in presenza di situazioni sospette. Il supporto sociale ha consentito di intercettare bisogni, favorire l'accesso ai servizi territoriali e accompagnare gli utenti nella ricerca delle risposte più appropriate.
Un ruolo altrettanto importante è stato ricoperto dal supporto psicologico, rivolto soprattutto a contrastare le conseguenze emotive che possono accompagnare un tentativo di truffa o una truffa subita: paura, vergogna, perdita di fiducia, senso di colpa e isolamento.
Un fenomeno, quest'ultimo, spesso sottovalutato, poiché il danno provocato da una truffa non è soltanto economico, ma può incidere profondamente sulla serenità e sulla qualità della vita della persona anziana.
Tra i punti di forza dell'iniziativa emerge senza dubbio la capacità di raggiungere capillarmente il territorio cittadino.
Accanto all'attivazione degli infopoint presso le sedi dell'ente capofila e dei partner, sono stati coinvolti oltre 30 punti di interesse e informazione distribuiti tra attività commerciali, farmacie, parrocchie e luoghi abitualmente frequentati dai cittadini.
Una scelta precisa, fondata sulla consapevolezza che molte persone anziane, soprattutto quelle che vivono sole o presentano difficoltà negli spostamenti, difficilmente partecipano spontaneamente alle iniziative organizzate nelle sedi istituzionali.
Portare l'informazione nei luoghi della quotidianità ha significato abbattere distanze, facilitare il contatto con i cittadini e rendere la prevenzione accessibile anche a chi rischia maggiormente l'isolamento sociale.
È stato inoltre attivato un apposito canale telefonico e WhatsApp, al numero 0961 748669, attraverso il quale i cittadini hanno potuto richiedere informazioni, ricevere orientamento e segnalare situazioni meritevoli di attenzione.
Una parte fondamentale del progetto è stata rappresentata dal ciclo di incontri pubblici realizzati in diversi luoghi della città, che hanno consentito ai partecipanti di confrontarsi direttamente con rappresentanti istituzionali, Forze dell'Ordine, professionisti ed esperti del settore.
Il primo appuntamento si è svolto il 18 settembre 2026 presso la Parrocchia Santa Famiglia, nel quartiere Corvo, con il coinvolgimento della Polizia di Stato e della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica.
L'incontro, introdotto dalla Presidente UICI Luciana Loprete e moderato da Domenico Gareri, ha registrato la partecipazione di rappresentanti della Prefettura, della Questura e dell'Amministrazione comunale, con il contributo dell'assessore alle Politiche Sociali.
Sono intervenuti Daniela Tassone del Centro Cittadino per i Servizi Sociali, Francesco Mancuso di Controvento APS-ETS, Olga Anania del Centro Solidarietà Catanzaro Marina, i rappresentanti della Polizia di Stato e Giuseppina Pino, Presidente del MOICA Calabria.
Particolarmente importante la disponibilità della comunità parrocchiale e di Padre Francesco e del MOICA Calabria Presieduto da Giusy Pino, che hanno consentito di realizzare un momento di autentica prossimità, rivolto soprattutto agli anziani del quartiere.
Il secondo incontro, tenutosi il 1° ottobre 2026 presso l'Hotel Niagara di Catanzaro Marina, ha visto protagonista la Guardia di Finanza, rappresentata dal Sottotenente Gianluca Monda.
Dopo l'introduzione della Presidente Loprete, sono intervenuti Rosario Lostumbo, lo psicologo Maurizio Leuzzi, Arnaldo Malvaso, Tenente Colonnello della Guardia di Finanza in pensione e rappresentante di Controvento APS-ETS, e Olga Anania del Centro Solidarietà Catanzaro Marina.
All'incontro ha preso parte anche Lea Vadalà, assistente sociale del Comune di Catanzaro e responsabile unico del procedimento relativo all'avviso pubblico, che ha evidenziato l'importanza della collaborazione tra Amministrazione comunale e Terzo Settore.
Anche in questa occasione, sotto la moderazione di Domenico Gareri, il confronto si è concentrato sulle modalità più ricorrenti attraverso le quali i truffatori riescono a conquistare la fiducia delle vittime, sulle frodi finanziarie e sui comportamenti da adottare per prevenire situazioni di rischio.
Il terzo e conclusivo incontro si è svolto il 23 ottobre 2026 presso la Sala Sancti Petri dell'Arcivescovato di Catanzaro, rappresentando un importante momento di sintesi del percorso e di confronto con le istituzioni e con l'Arma dei Carabinieri.
Alla manifestazione sono intervenuti il Vicario del Prefetto, Vito Turco, don Salvino Cognetti, in rappresentanza dell'Arcivescovo di Catanzaro-Squillace Monsignor Claudio Maniago, il Generale Giovanni Pellegrino comandante del comando prov.le di Catanzaro dei Carabinieri, l'assessore comunale alle Politiche Sociali Nunzio Belcaro, il dirigente comunale Antonino Ferraiolo, rappresentanti delle Forze dell'Ordine, Antonio Ranieri, Maurizio Leuzzi, Nino Mirante Marini, Direttore di Radio Ciak, e rappresentanti delle realtà associative coinvolte.
Il contributo dei partner è stato affidato, tra gli altri, a Francesco Mancuso per Controvento APS-ETS, Daniela Tassone per il Centro Cittadino per i Servizi Sociali, Olga Anania per il Centro Solidarietà Catanzaro Marina e Antonella Mascaro per UNIVOC Catanzaro.
Le testimonianze e le riflessioni conclusive di Lea Vadalà e della Presidente Luciana Loprete hanno consentito di ripercorrere gli obiettivi raggiunti e sottolineare la necessità di non disperdere il patrimonio di relazioni e collaborazioni costruito.
Un'attenzione particolare è stata riservata alle attività di comunicazione e sensibilizzazione, considerate strumenti fondamentali per ampliare la portata degli interventi oltre il numero dei partecipanti agli incontri.
Sono stati ideati e realizzati spot e video dimostrativi dedicati alle principali tipologie di truffe, attraverso la rappresentazione di situazioni concrete e facilmente riconoscibili, con l'obiettivo di aiutare soprattutto le persone anziane a individuare i campanelli d'allarme.
Telefonate fraudolente, falsi operatori, richieste indebite di denaro, truffe digitali, messaggi ingannevoli e tentativi di raggiro fondati sulla manipolazione emotiva sono stati al centro di una comunicazione pensata per essere semplice, comprensibile e immediatamente applicabile alla vita quotidiana.
Gli spot hanno rappresentato un importante strumento di prevenzione, perché capaci di mostrare concretamente come si sviluppano i tentativi di truffa e come sia possibile interromperli adottando comportamenti prudenti e consapevoli.
A questa attività si è affiancata una campagna informativa attraverso gli organi di stampa e una costante presenza sui social network, con la diffusione di messaggi di sensibilizzazione, consigli pratici e contenuti dedicati alla sicurezza.
Sono state inoltre realizzate e distribuite locandine informative, brochure e un apposito vademecum operativo per la prevenzione delle truffe, contenente suggerimenti e indicazioni utili per riconoscere situazioni potenzialmente pericolose e sapere a chi rivolgersi.
Un elemento particolarmente qualificante è stata la realizzazione dei materiali anche in formato Braille, per garantire alle persone cieche e ipovedenti la possibilità di accedere autonomamente alle informazioni.
Una scelta perfettamente coerente con la missione dell'UICI, che ha voluto assicurare che la prevenzione delle truffe non lasciasse indietro nessuno, comprese le persone con disabilità visiva, frequentemente esposte a ulteriori rischi legati alle barriere nell'accesso alle informazioni.
A rendere possibile questo risultato è stata soprattutto la sinergia tra le organizzazioni che hanno condiviso la responsabilità di realizzare il progetto.
L'UNIVOC Catanzaro, il Centro Solidarietà Catanzaro Marina, il Centro Cittadino per i Servizi Sociali e Controvento APS-ETS hanno messo a disposizione competenze professionali, volontari, conoscenza del territorio e capacità di intercettare bisogni differenti, contribuendo alla diffusione delle attività e alla realizzazione dei servizi di prossimità.
La collaborazione con il MOICA Calabria e con le altre realtà associative, le comunità parrocchiali, le farmacie e gli esercenti commerciali ha consentito di ampliare ulteriormente la rete, trasformando luoghi e persone in punti di riferimento per la diffusione dei messaggi di prevenzione.
Fondamentale è stata la disponibilità delle Forze dell'Ordine – Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri – che non hanno fatto mancare il proprio sostegno, partecipando attivamente agli incontri e mettendo a disposizione competenze ed esperienze operative indispensabili per comprendere l'evoluzione dei fenomeni fraudolenti.
La loro presenza ha permesso ai cittadini di ricevere informazioni autorevoli, porre domande, chiarire dubbi e sviluppare un rapporto di maggiore fiducia con le istituzioni preposte alla sicurezza.
Altrettanto importante è stato il contributo della Prefettura e del Comune di Catanzaro, che hanno accompagnato il percorso favorendo il raccordo istituzionale e la valorizzazione delle attività realizzate.
A tracciare il bilancio conclusivo è la Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catanzaro, Luciana Loprete.
«Quando abbiamo deciso di partecipare all'avviso pubblico del Comune di Catanzaro, sapevamo di affrontare una sfida importante. Le truffe agli anziani rappresentano un fenomeno sempre più diffuso, subdolo e doloroso, che non colpisce soltanto il patrimonio economico delle vittime, ma ne compromette spesso la fiducia negli altri, l'autostima e la serenità.
Abbiamo voluto costruire un progetto che non si limitasse a organizzare qualche incontro pubblico, ma che fosse capace di entrare realmente nella vita delle persone, raggiungendole nei quartieri, nei luoghi di aggregazione e, soprattutto, nelle situazioni di maggiore fragilità.
Non nascondiamo che l'iter amministrativo, protrattosi anche a causa delle richieste di chiarimento avanzate nell'ambito della procedura pubblica, abbia determinato un ritardo significativo nell'avvio delle attività. Ci siamo ritrovati a dover concentrare in un periodo particolarmente breve un programma articolato e ambizioso.
Eppure, nonostante tutto, siamo riusciti a coinvolgere circa 300 anziani, ad accompagnare una cinquantina di cittadini attraverso percorsi di consulenza e supporto, a costruire oltre 30 punti informativi sul territorio, a realizzare incontri pubblici di grande valore e a produrre strumenti di comunicazione e prevenzione accessibili.
Sono numeri che raccontano un impegno importante, ma dietro quei numeri ci sono soprattutto persone, storie, paure, domande e bisogni ai quali abbiamo cercato di dare risposte.
Credo che il risultato più significativo sia stato proprio questo: aver fatto comprendere a tanti anziani che non devono vergognarsi di chiedere aiuto, che non devono sentirsi soli e che esistono istituzioni e associazioni pronte ad ascoltarli e sostenerli.
Un ringraziamento sentito va al Comune di Catanzaro, alla Prefettura, alla Questura, alla Polizia di Stato e alla Polizia Postale, alla Guardia di Finanza e all'Arma dei Carabinieri, che hanno dimostrato una disponibilità straordinaria. Il loro apporto è stato fondamentale non soltanto sotto il profilo formativo, ma anche per rafforzare quel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni che costituisce uno degli strumenti più efficaci per prevenire i reati.
Desidero ringraziare tutti i partner, i professionisti coinvolti, i volontari, il MOICA Calabria, le comunità parrocchiali, i commercianti, le farmacie e quanti hanno scelto di mettere gratuitamente a disposizione spazi, tempo e sensibilità.
Questo progetto ci lascia anche una riflessione importante: quando le risorse pubbliche incontrano un Terzo Settore competente, radicato e capace di lavorare insieme, possono generare risultati concreti anche in condizioni organizzative difficili.
Ma ci lascia soprattutto una responsabilità: non disperdere ciò che abbiamo costruito.
La prevenzione delle truffe non può esaurirsi con la conclusione di un finanziamento o con la scadenza di un progetto. I truffatori non si fermano e le loro tecniche diventano ogni giorno più sofisticate. Per questo anche la nostra capacità di informare, accompagnare e proteggere deve essere continuativa.
Mi auguro che il Comune di Catanzaro e le istituzioni possano valorizzare questa esperienza, individuando nuove opportunità per dare continuità alla rete territoriale che siamo riusciti a costruire.
Perché una comunità è davvero sicura non soltanto quando è capace di reprimere i reati, ma soprattutto quando riesce a prevenirli, riconoscendo e proteggendo le proprie fragilità».
Con la conclusione di “Rete Sicura – Conoscere per proteggersi” si chiude dunque un'esperienza che ha dimostrato come la collaborazione tra istituzioni pubbliche, Terzo Settore, Forze dell'Ordine e società civile possa rappresentare un modello efficace di prevenzione e sicurezza partecipata.
Un modello che ha fatto della capillarità territoriale, dell'accessibilità dell'informazione, della multidisciplinarità dei servizi e della vicinanza ai cittadini i propri elementi distintivi.
L'auspicio condiviso è che i risultati ottenuti non rimangano circoscritti alla durata del progetto, ma possano costituire il punto di partenza per nuove iniziative e per una collaborazione sempre più strutturata a tutela delle persone anziane e vulnerabili.
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