Un calabrese d’America: chi è Greg Bovino, ai vertici della Border Patrol USA

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Da Aprigliano agli Stati Uniti, una storia di emigrazione e radici

  24 gennaio 2026 19:34

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Si chiama Greg Bovino, ma all’anagrafe è registrato come Gregory Bovino. Negli Stati Uniti è oggi uno dei dirigenti della polizia di frontiera, la Border Patrol, e il suo nome negli ultimi giorni si trova al centro dell’attenzione pubblica a causa del suo ruolo attivo nelle operazioni di controllo e arresto degli immigrati irregolari nelle città americane. Meno noto, invece, è il legame profondo che la sua famiglia ha con la Calabria.

Prima dell’America istituzionale di oggi, c’è l’America degli emigranti di ieri. La vicenda della famiglia Bovino inizia ad Aprigliano, piccolo centro alle porte della Sila cosentina. Da qui, nei primi decenni del secolo scorso, partì Michele Bovino, bisnonno di Greg, uno dei tanti calabresi che lasciò le montagne calabresi per inseguire il cosiddetto sogno americano. La destinazione fu la Pennsylvania dove trovò impiego nelle miniere, uno dei settori più duri e rischiosi dell’America industriale di quegli anni.

Michele rimase per anni negli Stati Uniti, lavorando e risparmiando, prima di riuscire a ottenere la naturalizzazione americana, l passaggio che gli permise di portare con sé la moglie e i figli. Tra questi c’era Vincenzo, dodicenne, nonno di Greg, che attraversò l’oceano lasciando la Calabria.

È una storia simile a quella di migliaia di famiglie calabresi partite tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento: partenze solitarie, tanti anni di distanza e ricongiungimenti spesso lenti e complessi. In Pennsylvania, così come a New York o nel Midwest, le comunità italo-americane hanno conservato tracce della Calabria nei cognomi, nelle abitudini di casa e nei racconti tramandati di generazione in generazione.

Gregory Bovino nasce e cresce negli Stati Uniti, ma il suo percorso personale si innesta su questa eredità migratoria. Dopo gli studi entra nelle forze federali e costruisce nel tempo una carriera all’interno della Border Patrol, fino a ricoprire incarichi di comando. Oggi è chiamato a gestire e coordinare operazioni di contrasto all’immigrazione irregolare anche in contesti urbani, spesso in affiancamento alle attività dell’ICE, assumendo un ruolo operativo che lo ha reso protagonista nell’attualità di matrice USA.

Ed è proprio qui che la sua vicenda assume un peso che va oltre la cronaca. A gestire alcune delle operazioni federali più discusse del momento è il discendente di una famiglia che, poco più di un secolo fa, era dall’altra parte della barricata della storia. Un paradosso che non ha bisogno di essere spiegato o giudicato, ma solo raccontato.

La sua attualità, quindi, è frutto del ruolo che ricopre oggi negli Stati Uniti. Ma per la Calabria la sua storia ha un altro valore: ricorda cosa sono diventati, nel corso delle generazioni, i figli e i nipoti di quell’emigrazione partita dai piccoli paesi dell’entroterra del Sud Italia.


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