
di GIOVANNI MACCARRONE*
1. Premessa e individuazione del problema
Il SIN Crotone–Cassano–Cerchiara di Calabria è un Sito di Interesse Nazionale per la bonifica ambientale, comprendente aree industriali dismesse, terreni contaminati, discariche e aree marine. La vicenda riguarda soprattutto le aree industriali ex Pertusola, ex Agricoltura ed ex Fosfotec, nonché le due ex discariche fronte mare: ex Pertusola, denominata «Armeria», ed ex Fosfotec, denominata «Farina-Trappeto».
Nonostante gli interventi programmati, le risorse stanziate e i numerosi provvedimenti adottati nel corso degli anni, la bonifica complessiva non risulta conclusa. Il problema è aggravato dai contrasti fra amministrazioni, dalle difficoltà nell'individuazione di destinazioni autorizzate per i rifiuti pericolosi e dalla discontinuità nella gestione commissariale.
La questione centrale è quindi individuare le misure amministrative, tecniche e finanziarie necessarie per assicurare la prosecuzione degli interventi, nel rispetto delle competenze istituzionali e con priorità alla salute pubblica e alla salvaguardia dell'ambiente.
2. Cronologia degli atti amministrativi e giudiziari
2001–2003: istituzione e perimetrazione del SIN
Nel 2001 il sito viene inserito nel programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati mediante il decreto ministeriale n. 468/2001.
Il 26 novembre 2002, con decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2003, viene definito il perimetro del SIN Crotone–Cassano–Cerchiara, comprendente aree terrestri e marine interessate dalla contaminazione industriale.
La qualificazione come SIN comporta l'assoggettamento del procedimento di bonifica alla disciplina nazionale. Il riferimento normativo fondamentale è oggi il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in particolare l'articolo 252.
2006–2011: caratterizzazione ambientale e progettazione degli interventi
Tra il 2006 e il 2011 proseguono gli accertamenti ambientali, le attività di caratterizzazione e la progettazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica.
In questi anni vengono sottoscritti accordi di programma quadro e successivi atti integrativi, anche nel 2008 e nel 2009, per organizzare risorse, competenze e interventi.
Il 15 febbraio 2010 viene approvato il progetto definitivo relativo alla bonifica delle acque di falda; il 25 gennaio 2011 viene approvato il progetto di bonifica dei suoli delle aree industriali interessate.
L'approvazione dei progetti, tuttavia, non equivale al completamento degli interventi né certifica l'eliminazione della contaminazione.
2012: risarcimento del danno ambientale
Nel 2012 il Tribunale di Milano pronuncia una sentenza relativa al risarcimento del danno ambientale nell'ambito della controversia promossa dal Ministero dell'Ambiente nei confronti di Enichem, in relazione alla vicenda industriale di Pertusola.
Secondo le comunicazioni di Eni, in seguito alla sentenza sono stati versati circa 70 milioni di euro.
Occorre distinguere il risarcimento economico del danno ambientale dall'obbligo di eseguire materialmente gli interventi di bonifica: il primo non sostituisce automaticamente il secondo.
2016–2018: primo commissariamento
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 giugno 2016 viene nominato un commissario straordinario delegato, incaricato di coordinare, accelerare e promuovere gli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale.
L'incarico cessa il 28 giugno 2018. La successiva discontinuità organizzativa contribuisce alle difficoltà di coordinamento degli interventi, in un contesto in cui la contaminazione permane.
2019–2020: PAUR regionale e progetto operativo di bonifica
Il 2 agosto 2019, con decreto dirigenziale n. 9539, la Regione Calabria approva il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR), relativo alle opere preliminari e agli interventi sulle discariche fronte mare.
Il provvedimento contiene una prescrizione relativa alla destinazione fuori regione dei rifiuti derivanti dalla bonifica. Tale prescrizione diventa uno dei principali punti di contrasto, perché condiziona l'esecuzione degli scavi alla disponibilità di impianti autorizzati idonei a ricevere le diverse tipologie di materiali.
Il 3 marzo 2020 il Ministero dell'Ambiente approva il Progetto operativo di bonifica della Fase 2 (POB Fase 2), recependo il quadro prescrittivo del PAUR.
Il progetto prevede, tra l'altro, la rimozione delle discariche fronte mare, la gestione dei materiali scavati e gli interventi sulle aree industriali.
La classificazione dei rifiuti, la loro movimentazione e la destinazione finale costituiscono elementi essenziali del procedimento: l'esecuzione degli scavi deve rispettare le norme ambientali e le autorizzazioni applicabili.
2023: nomina del commissario Emilio Errigo
Con DPCM del 14 settembre 2023 il Governo nomina il generale della Guardia di finanza in congedo Emilio Errigo commissario straordinario per il SIN Crotone–Cassano–Cerchiara, con il compito di coordinare, promuovere e accelerare gli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale.
La nomina risponde all'esigenza di imprimere maggiore impulso a una procedura caratterizzata da ritardi pluriennali e difficoltà operative.
2024: interventi normativi e contrasto sulle autorizzazioni
Il 17 ottobre 2024 il Governo adotta il decreto-legge n. 153/2024, recante disposizioni urgenti per la tutela ambientale, convertito dalla legge 13 dicembre 2024, n. 191. Il provvedimento interviene anche nel quadro delle misure relative alla bonifica dei siti contaminati e alla struttura commissariale.
Il 1° agosto 2024, con decreto direttoriale MASE n. 27, viene approvato uno stralcio progettuale relativo alle aree Pertusola Nord, Agricoltura e alle discariche fronte mare.
L'atto interviene in un contesto di dissenso degli enti territoriali sulla destinazione dei rifiuti pericolosi e sulla possibilità di utilizzare impianti presenti in Calabria.
Tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, Regione Calabria, Provincia e Comune di Crotone contestano gli atti che potrebbero consentire il conferimento dei rifiuti della bonifica presso la discarica di Columbra, gestita da Sovreco.
2025: ordinanza commissariale, ricorsi e annullamento degli atti
Il 3 aprile 2025 il commissario Errigo emana l'ordinanza n. 1/2025, diretta ad avviare gli interventi previsti dallo stralcio del POB Fase 2 e a consentire il conferimento di determinati rifiuti presso la discarica di Columbra.
La Regione Calabria presenta iniziative di contestazione e impugna l'ordinanza davanti al TAR Calabria. Il 14 aprile 2025 viene disposta la sospensione cautelare degli effetti dell'atto; l'8 maggio 2025 il TAR conferma la sospensione in sede collegiale.
Con la sentenza n. 1396/2025, riferita al 18 giugno 2025, il TAR annulla il decreto MASE n. 27 del 1° agosto 2024 e gli atti collegati, compresa l'ordinanza commissariale del 3 aprile 2025.
La pronuncia evidenzia criticità concernenti l'istruttoria, la coerenza dei provvedimenti e il rispetto del riparto delle competenze amministrative.
La decisione non elimina l'obbligo di bonifica: impone che le soluzioni siano individuate mediante procedimenti legittimi, istruttorie adeguate e autorizzazioni coerenti.
Nel giugno 2025, secondo le comunicazioni di Eni Rewind, iniziano le attività di scavo nell'area delle discariche fronte mare. Per diverse categorie di rifiuti vengono individuate destinazioni esterne alla Calabria e, per alcuni materiali pericolosi, vengono predisposte procedure di trasferimento verso impianti in Svezia.
Permangono difficoltà per i materiali contenenti amianto e TENORM, che richiedono specifiche caratterizzazioni, valutazioni radiologiche ove pertinenti e destinazioni autorizzate compatibili con le loro caratteristiche.
Il 18 settembre 2025 termina il mandato del commissario Errigo. La cessazione dell'incarico determina una nuova esigenza di assicurare continuità al coordinamento istituzionale.
Dicembre 2025: relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta
Il 17 dicembre 2025 la Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali e agroalimentari approva all'unanimità la relazione intitolata «Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di bonifica del SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara: analisi ambientale, amministrativa e giudiziaria», Doc. XXIII, n. 12.
La Commissione aveva svolto una missione conoscitiva sul territorio il 17 e 18 febbraio 2025, acquisendo documenti e ascoltando rappresentanti delle istituzioni, degli organismi tecnici e dei soggetti coinvolti nella bonifica.
La relazione ricostruisce le criticità ambientali, amministrative e giudiziarie e sottolinea la necessità di affrontare i contrasti istituzionali, individuare soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti, assicurare un coordinamento efficace e rafforzare la tutela della salute pubblica.
Le conclusioni parlamentari costituiscono un riferimento per le successive iniziative istituzionali, ma non sostituiscono gli atti autorizzativi, i provvedimenti amministrativi o le decisioni giudiziarie.
2026: ripresa degli scavi e nuova decisione del TAR
Secondo le ricostruzioni pubblicate nell'ottobre 2026, gli scavi sono ripresi il 28 gennaio 2026 dopo una sospensione legata al rinvenimento di materiali contenenti TENORM e amianto. Le aree interessate sono state isolate per consentire gli approfondimenti tecnici.
Il 6 ottobre 2026 il TAR Calabria si pronuncia sulla controversia relativa alla variante progettuale proposta da Eni Rewind e alla destinazione finale dei rifiuti.
La sentenza accoglie il ricorso per motivi aggiunti e censura il blocco procedurale determinato dal contrasto fra la posizione ministeriale e quella regionale. La decisione riconduce al procedimento statale di bonifica la valutazione della variante e della prescrizione relativa alla destinazione dei materiali.
La pronuncia non autorizza automaticamente il conferimento di tutti i rifiuti presso un impianto calabrese. Spetta al MASE riesaminare la questione, valutando le alternative e verificando il rispetto delle prescrizioni ambientali, delle autorizzazioni e della disciplina applicabile.
La sentenza riapre quindi la possibilità di una decisione amministrativa sul merito della variante, ma non determina da sola il completamento della bonifica.
3. Le ragioni dello stallo
La vicenda del SIN presenta una pluralità di criticità che si sono sovrapposte nel tempo:
Lo stallo, pertanto, non deve essere inteso come assenza assoluta di attività, bensì come difficoltà nel trasformare i progetti approvati in un percorso unitario, continuo e verificabile fino al risanamento effettivo delle aree contaminate.
4. Possibilità di rinnovo o nuova nomina del commissario Emilio Errigo
Alla luce della cessazione dell'incarico il 18 settembre 2025 e delle difficoltà amministrative tuttora presenti, appare opportuno sottoporre al Governo la possibilità di rinnovare l'incarico al generale Emilio Errigo oppure procedere a una sua nuova nomina commissariale, ove sussistano i presupposti normativi e finanziari necessari.
La proposta dovrebbe essere valutata sulla base delle esigenze di continuità amministrativa, delle competenze richieste e dell'effettiva possibilità di accelerare gli interventi nel rispetto delle decisioni giudiziarie.
La precedente esperienza commissariale costituisce un elemento da esaminare, insieme ai risultati conseguiti, alle criticità emerse e alle condizioni necessarie per rendere più efficace il nuovo mandato.
È importante precisare che il rinnovo non è automatico: il precedente incarico è cessato e un eventuale ritorno del commissario richiederebbe un apposito provvedimento formale dell'autorità competente, fondato sulla normativa applicabile e accompagnato dalla definizione di compiti, durata, risorse e poteri.
L'eventuale nuova nomina dovrebbe essere accompagnata da un mandato chiaro, comprendente:
1. il coordinamento degli enti e delle amministrazioni coinvolte;
2. la predisposizione di un cronoprogramma pubblico degli interventi;
3. il monitoraggio delle autorizzazioni e delle procedure per la destinazione dei rifiuti;
4. la rendicontazione periodica dei risultati, delle spese e degli ostacoli incontrati;
5. il raccordo con il MASE, la Regione Calabria, gli enti locali e gli organismi tecnici;
6. la garanzia di trasparenza, controllo ambientale e tutela della salute pubblica.
La scelta di rinnovare l'incarico a Errigo non dovrebbe essere considerata una soluzione sufficiente da sola. Il commissariamento può contribuire a rendere più stabile il coordinamento, ma non può sostituire le autorizzazioni necessarie, superare automaticamente i vincoli di legge o ignorare le sentenze del giudice amministrativo.
L'eventuale rinnovo dovrebbe dunque essere collegato a obiettivi misurabili, scadenze verificabili e responsabilità chiaramente individuate, così da evitare che la continuità dell'incarico si traduca in una semplice prosecuzione dell'assetto precedente senza risultati concreti.
5. Gli interventi che il Governo e il MASE dovrebbero valutare
Indipendentemente dalla scelta relativa al commissario, è necessario definire una strategia unitaria per il completamento della bonifica.
In particolare, il MASE dovrebbe:
La valutazione delle alternative deve tenere conto anche della normativa europea sui trasferimenti di rifiuti, compreso il regolamento (UE) 2024/1157, applicabile in via generale dal 21 maggio 2026, verificando le disposizioni pertinenti alla tipologia di rifiuto e all'operazione prevista.
La scelta della destinazione finale non dovrebbe essere predeterminata da considerazioni esclusivamente territoriali o economiche: deve essere motivata sulla base delle caratteristiche dei materiali, dell'idoneità degli impianti, dei rischi ambientali e sanitari e delle disposizioni applicabili.
6. Conclusioni
Dopo oltre vent'anni dall'inserimento del SIN nel programma nazionale di bonifica, il risanamento complessivo di Crotone–Cassano–Cerchiara rimane una questione di rilevanza nazionale.
La successione degli accordi, dei progetti, dei commissariamenti, dei ricorsi e delle decisioni giudiziarie dimostra la necessità di superare una gestione frammentata e di assicurare una responsabilità istituzionale stabile.
La sentenza del TAR Calabria del 6 ottobre 2026 richiede al Ministero di riesaminare la questione della destinazione dei rifiuti nell'ambito del procedimento di bonifica. È quindi necessario che l'amministrazione statale assuma le determinazioni conseguenti con una motivazione adeguata, una valutazione tecnica trasparente e tempi definiti.
In tale quadro, il Governo dovrebbe valutare anche la possibilità di rinnovare l'incarico a Emilio Errigo, mediante un nuovo atto formale e con un mandato orientato a risultati concreti, qualora ritenga che tale soluzione possa garantire continuità ed efficacia al coordinamento.
L'obiettivo non è la semplice ripresa delle attività commissariali, ma il completamento effettivo della bonifica, nel rispetto della legge, delle competenze istituzionali e delle garanzie ambientali.
La priorità deve essere proteggere la salute dei cittadini, impedire l'aggravamento della contaminazione e assicurare che le incertezze amministrative non producano ulteriori ritardi. A tal fine, ogni decisione dovrà essere accompagnata da controlli indipendenti, pubblicità degli atti, rendicontazione dei risultati e un cronoprogramma verificabile.
Il principio guida deve rimanere quello secondo cui la bonifica costituisce un obbligo concreto e non un obiettivo soltanto programmatico: le decisioni amministrative devono tradursi in interventi eseguibili, controllabili e capaci di produrre un miglioramento ambientale effettivo.
*Già direttore amministrativo Arpacal e giudice onorario tribunale Catanzaro
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