Università, arriva il Reddito di Merito: incentivi fino a mille euro per restare

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Firmato il protocollo tra Regione e università: investimento da circa 15 milioni, Calabria prima regione a introdurre una misura del genere

  15 aprile 2026 16:26

di CARLO MIGNOLLI

La Calabria prova a trattenere i suoi giovani partendo dall’Università: è stata firmata oggi, nella Cittadella regionale di Catanzaro, l’intesa tra Regione e atenei calabresi per dare il via al “reddito di merito”, una misura che rende la Calabria la prima regione in Italia a introdurre un sostegno economico strutturato legato ai risultati accademici.

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L’obiettivo è chiaro: sostenere il diritto allo studio e premiare l’impegno, offrendo al tempo stesso un incentivo concreto a restare. Il meccanismo prevede 1000 euro al mese per i neodiplomati che scelgono di iscriversi in una delle università calabresi. Per chi è già iscritto, il contributo varia in base alla media: 500 euro mensili per chi si colloca tra il 27 e il 28, 750 euro tra il 28 e il 29, fino ad arrivare a 1000 euro al mese per chi supera il 29.

All’incontro erano presenti il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro Giovanni Cuda e il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria Giuseppe Zimbalatti. Presenti anche l’assessore regionale all’Istruzione, sport e politiche per i giovani Eulalia Micheli e l’assessore regionale Marcello Minenna, con deleghe su bilancio, programmazione dei fondi e transizione digitale.

Potranno accedere alla misura gli studenti più meritevoli: tra i criteri, anche il conseguimento di almeno 95 alla maturità e un colloquio orale per valutare la preparazione. Si stima che a beneficiarne sarà circa il 7-8% degli iscritti alle università calabresi, per un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro finanziati attraverso il POC - dati illustrati dall'assessore Minnenna.

Parallelamente, per chi intraprende il percorso di Laurea Specialistica, il requisito di accesso è fissato a una votazione di laurea triennale non inferiore a 108/110. Una volta ottenuto il beneficio, la regolarità della carriera diventa il requisito centrale. L’ateneo monitorerà il percorso di ogni studente attraverso due verifiche annuali, fissate rispettivamente all’1 aprile e all’1 ottobre.

È prevista inoltre una clausola di flessibilità durante la prima parte dell’anno. Nel primo semestre è, infatti, concesso un “margine di manovra” del 10% dei CFU totali previsti (alla data dell’ 1 aprile è necessario il conseguimento del 40% dei CFU dell’anno accademico di riferimento). Tale margine non deve essere inteso come una riduzione del carico didattico, bensì come un prestito di fiducia: i crediti mancanti andranno obbligatoriamente recuperati entro la fine del secondo semestre per garantire la permanenza del beneficio e dimostrare il pieno riallineamento con il piano di studi.

A prendere la parola è stato il presidente della Regione Roberto Occhiuto che, illustrando il senso dell’iniziativa, afferma: “È stato fatto un ulteriore passo con questo protocollo sottoscritto con i tre rettori sul reddito di merito. L’avevo promesso in campagna elettorale per i neodiplomati e abbiamo deciso di estenderlo anche agli studenti universitari che si distinguono per merito”. Parlando delle finalità della misura, aggiunge: “È un modo per cercare di trattenere in Calabria i giovani, perché abbiamo visto che l’emigrazione spesso comincia proprio con l’iscrizione all’università”. E in merito alle prospettive occupazionali sottolinea: “I dati di AlmaLaurea ci dicono chiaramente che molti laureati trovano lavoro qui, dalla medicina all’ingegneria fino all’informatica. Trattenere i giovani significa non perdere un capitale sociale e dare alle famiglie una ragione in più per far studiare i propri figli in Calabria”.

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Soddisfazione anche da parte del rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, che parlando del valore dell’iniziativa afferma: “È una giornata importante per il sistema universitario calabrese. Abbiamo tanti ragazzi che studiano con impegno e questa misura li valorizza concretamente”. E sul principio della meritocrazia dice: “Premiare il merito è giusto, perché sono gli studenti che si preparano con serietà che diventeranno i professionisti e la classe dirigente di domani”.

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Il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, inserisce il provvedimento in un quadro più ampio e afferma: “Questa iniziativa si affianca a quella sulle borse di studio. Dall’anno prossimo puntiamo a coprire tutto il fabbisogno del diritto allo studio. È uno strumento che consente di premiare ulteriormente le studentesse e gli studenti che si distinguono per risultati accademici all’interno di un sistema già rafforzato”.

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Sulla stessa linea il rettore della Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, che evidenzia le difficoltà nel riportare indietro i talenti e afferma: “Le politiche di rientro dei cervelli funzionano poco. Questa misura interviene prima, cercando di evitare che i giovani vadano via”. Guardando agli effetti sul sistema universitario, aggiunge: “Negli ultimi anni abbiamo già registrato un aumento significativo delle immatricolazioni e credo che questo intervento possa rafforzare ulteriormente questi risultati a beneficio del territorio”.

Infine, l’assessore all’Istruzione Eulalia Micheli richiama l’attenzione sui più giovani e afferma: “C’è già grande attenzione tra i ragazzi che si preparano agli esami di maturità e che puntano a risultati alti per accedere alla misura. Vogliamo sostenere l’eccellenza e allo stesso tempo incentivare i giovani a restare in Calabria, all’interno di un percorso più ampio che la Giunta sta portando avanti”.

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Il protocollo rafforza così la collaborazione tra Regione e università, con l’obiettivo di costruire un sistema formativo più attrattivo e capace di trattenere competenze, puntando sul merito e sulle opportunità offerte dal territorio.


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