Vaccino. I presidenti degli ordini dei medici contro il commissario Longo: "Affermazione offensiva e infondata"

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  06 gennaio 2021 17:12

"È con stupore e rammarico che abbiamo appreso dalla stampa, locale e nazionale, il Suo pensiero secondo il quale i motivi dell’essere la Calabria all’ultimo posto tra le regioni per numero di soggetti vaccinati al COVID 19 sia da individuare nella mancata disponibilità dei medici a Vaccinarsi". Lo scrivono i presidenti degli Ordini provinciali dei medici, Vincenzo CICONTE (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri - Catanzaro), Enrico CILIBERTO (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri - Crotone)
Dott. Eugenio CORCIONI (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri - Cosenza), Dott. Antonino MAGLIA (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri - Vibo Valentia) e Dott. Pasquale VENEZIANO (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri - Reggio Calabria) a seguito delle dichiarazioni del commissario Longo a Radio Capital in cui lamentava la non obbligatorietà del vaccino e dell'adesione degli operatori.

"Una tale affermazione - sostengono-, oltre che assolutamente infondata, si appalesa soprattutto offensiva per una categoria che fin dall’inizio della pandemia è stata ed è in prima fila nella lotta al Virus, adoperandosi con coraggio, abnegazione e spirito di sacrificio, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica (non le saranno sfuggiti i tanti colleghi morti nell’adempimento del
proprio dovere). La Categoria invece si è resa oltremodo disponibile a proporsi da medici vaccinatori in modo da poter eseguire postazioni vaccinali ulteriori per tutti gli iscritti agli ordini (libero professionisti , medici ed odontoiatri ecc)".

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"Tutto ciò - proseguono-, nonostante le “inefficienze” (ad essere buoni) del SSR e l’incapacità dei suoi vertici di assicurare ai calabresi i dovuti servizi essenziali, mettendo a disposizione degli operatori strutture ed organigrammi adeguati e sufficienti. A questo proposito è di oggi la notizia che la Calabria continua ad essere ultima tra le Regioni per i LEA assicurati ai propri cittadini. LEA che,
addirittura, risultano in decremento rispetto all’ultima rilevazione. Crediamo che di questo Ella si debba prioritariamente preoccupare, unitamente a vigilare e usare i Suoi poteri per efficientare le strutture e i servizi necessarie ad affrontare la crisi epidemica in corso, come ci si aspetta da una Regione di una grande democrazia Europea e come i medici e cittadini calabresi meritano ed hanno diritto.

"Ciò dato, nell’invitarla a Volere ritirare/rettificare le Sue offensive affermazioni circa i medici calabresi, siamo a reiterare la richiesta (già formulata con la precedente Ns/ del 23.12.2020) di poterla incontrare al fine, ribadiamo, di poterle evidenziarle ed analizzare con Lei le tante e gravi criticità che investono la sanità calabrese, con senso di responsabilità istituzionale nella speranza di avviare una fattiva e proficua collaborazione".

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