Veglia di Pasqua ad Amaroni: un grido di pace contro il buio delle guerre

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  05 aprile 2026 16:18

In un tempo storico segnato da guerre, tensioni internazionali e diffuse paure, la comunità di Amaroni si è raccolta nella Veglia Pasquale vivendo un momento di intensa spiritualità e profonda riflessione. La luce della Risurrezione, accesa nel cuore della notte, è apparsa ancora più significativa davanti alle ombre che attraversano il mondo contemporaneo.

A presiedere la celebrazione è stato don Roberto Corapi, coadiuvato da don Fabio Salerno già Segretario personale di Papa Francesco,che nella sua omelia ha offerto parole forti e attuali, capaci di interpretare le inquietudini del nostro tempo alla luce del Vangelo. Il suo messaggio ha richiamato con decisione il bisogno di riscoprire la speranza come forza concreta, capace di opporsi alla logica della violenza, della divisione e della paura.

“Amaroni sii luce pasquale e togli la pietra dai tanti sepolcri” il grido accorato di don Corapi è risuonato come un appello urgente in un mondo ferito dai conflitti e da nuove forme di solitudine e smarrimento. Quelle “pietre” diventano oggi simbolo delle guerre che devastano popoli, dei muri che dividono, delle paure che paralizzano le coscienze e impediscono gesti di fraternità.

L’invito rivolto alla comunità è stato chiaro: non cedere alla rassegnazione, ma farsi testimoni di pace, costruttori di dialogo e segni concreti di speranza nei contesti quotidiani. Amaroni è chiamata a diventare una piccola luce nel buio del mondo, capace di accogliere, sostenere e generare relazioni nuove, fondate sul rispetto e sulla solidarietà.

La Veglia Pasquale si è così trasformata in un forte richiamo alla responsabilità collettiva: dalla fede celebrata alla fede vissuta, dalla preghiera all’impegno concreto per la pace. Un messaggio che supera i confini locali e si apre a una dimensione universale, parlando a un’umanità che oggi più che mai ha bisogno di segni credibili di rinascita.

La celebrazione si è conclusa in un clima di intensa partecipazione, con la consapevolezza che la Pasqua non è solo memoria, ma presenza viva che interpella ciascuno a essere luce nelle tenebre del proprio tempo.


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