
di NICOLA SABATINO VENTURA
Il Centro Destra ha deciso di modificare sostanzialmente l’impalcatura Costituzionale attraverso alcune scelte (presidenzialismo, legge elettorale, riforma della giustizia). Sono scelte che indicano la volontà di realizzare in Italia una democratura. La destra italiana, non dimentichiamolo, è parte importante del progetto sovranista e liberticida, che a livello mondiale professa un nuovo ordine internazionale d’affidare alla casta dei ricchi del mondo e alla superiorità della forza. Tale intendimento lo si riscontra giornalmente nei modelli Trump, Milei, Orban. Assistiamo ad una deriva valoriale inaccettabile, che dovrà energicamente essere contrastata. In Italia potrà essere possibile, più che in altri paesi, grazie alla nostra democrazia repubblicana, forte dei dettami costituzionali. Votare e fare vincere il NO al referendum del 22 e 23 marzo, potrà essere l’inizio di un percorso virtuoso in difesa delle conquiste democratiche e sociali che, grazie alla Costituzione, hanno fatte dell’Italia un modello di qualità civica, politica e del welfare.
Faccio, pertanto, un sentito appello per il voto al NO.
Scrivo questa mia nota, anche, forse soprattutto, per dichiarare il mio stupore, l’amarezza e la più ferma critica a quanti di sinistra, per fortuna in pochi, voteranno SI. Utilizzerò il “contenuto” di quanto, a tal proposito, ha scritto nei giorni scorsi Isaia Sales, autorevole esponente della sinistra italiana.
Sono incredulo, e mi domando: come sia possibile che alcuni militanti della sinistra, anche proveniente dalle storie del PCI e PSI, voteranno SI? Mi è difficile trovare una risposta che giustifichi la loro scelta. Penso piuttosto che via sia in loro “incapacità” nel non capire la qualità della partita politica in gioco. Il merito della riforma, chiarissimo, è nella decisione della destra, anche attraverso i successivi provvedimenti attuativi che vorrà approvare, a seguito dell’eventuale vittoria del SI, colpire l’autonomia della magistratura.
La volontà di subordinare la Magistratura al Governo è palese: la troviamo all’interno della riforma della giustizia, nelle numerose dichiarazioni di esponenti del Governo e di dirigenti politici della destra.
Si può essere reazionari e di sinistra? Sicuramente no. Questa vicenda referendaria, a prescindere da come andrà a finire, servirà per chiarire la posizione di esponenti dichiarati di sinistra, ma non coerenti con tale scelta.
Anche in altri casi alcuni esponenti di formazioni politiche di sinistra, soprattutto del PD, hanno sostenuto posizioni e opinioni che nulla hanno a che fare con i valori professati dalle forze di sinistra e progressiste. Quanto avviene oggi, con le scelte sul referendum, pone a sinistra un serio problema politico, perché non si tratte di questioni marginali.
Concludo con una domanda e richiesta, che pongo ai rappresentati di sinistra alla Regione, alla Provincia e al Comune di Catanzaro, che ad oggi non hanno ancora dichiarato la loro scelta di voto, di sapere se voteranno per il NO. E’ un loro dovere politico pronunciarsi.
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