









Nel cuore del capoluogo pitagorico, Venerdì 29 maggio 2026, l'Aula del Tribunale di Crotone è diventata il palcoscenico di un incontro raro e necessario: “Voci di giustizia — Viaggio nelle procure minorili”.
Un appuntamento che non si è limitato a discutere norme e procedure, ma ha messo al centro le storie, le fragilità e le potenzialità dei minori coinvolti nei circuiti giudiziari, in un'epoca in cui la tutela dell'infanzia è più che mai un indicatore di civiltà giuridica. L'evento, promosso dall'Unione Nazionale Camere Minorili insieme alla giovane Camera Minorile di Crotone, con il patrocinio e l'accreditamento dell'Ordine degli Avvocati di Crotone, ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe. L'aula era gremita. Tutti i posti occupati, persone in piedi e lungo i corridoi. Non era semplice curiosità, ma la consapevolezza che il tema della giustizia minorile interpella tutti, magistrati, avvocati, psicologi, operatori sociali, ma anche cittadini che sentono la responsabilità collettiva verso i più giovani.
Per molti partecipanti, quel pomeriggio non è stata una mera occasione di aggiornamento professionale, ma una tappa nella costruzione di una cultura condivisa, più umana e costruttiva, della giustizia. I saluti istituzionali hanno dato il tono dell'incontro. Il dott. Alfonso Scibona, magistrato della sezione penale del Tribunale di Crotone, ha portato i saluti della Presidente del Tribunale, dottoressa Maria Luisa Mingrone, ribadendo che la tutela dei minori non è un settore periferico, ma una priorità istituzionale. È intervenuto quindi l'avvocato Giuseppe Gallo, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Crotone, alla presenza della consigliera segretario Avv. Teresa Battigaglia e della responsabile Cultura Avv. Francesca Laratta. Il suo intervento ha sottolineato l'impegno comune tra magistratura e avvocatura nel promuovere pratiche che sappiano contemperare giustizia e protezione, sanzione e rieducazione.
Al centro dell'organizzazione c'era la giovane ma vivace Camera Minorile di Crotone, guidata dalla Presidente Avv. Francesca Parise. L'avvocata Parise, che ha aperto i lavori con un'introduzione chiara e coinvolgente. La Camera è stata istituita grazie alla determinazione e al lavoro instancabile della “vulcanica” Presidente Parise e sta riscuotendo un notevole successo, contribuendo a elevare il livello del foro crotonese e oltre. La sua azione dimostra che la crescita di una cultura forense attenta alle specificità minorili può nascere attraverso iniziative formative, dialogo istituzionale e collaborazione interdisciplinare.
Il convegno è stato progettato con un approccio corale, che ha unito competenze giuridiche, cliniche e sociali. A moderare il dibattito è stato l'avvocato Mario Lucente, Vice-Presidente della Camera Minorile, capace di tenere insieme il rigore tecnico e la profondità umana degli interventi. La pluralità di voci, dalla magistratura alla psicologia clinica, ha permesso di esplorare i problemi delle procure minorili nella loro complessità. Non solo norme e procedure, ma storie personali, implicazioni psicologiche, pratiche di accoglienza, misure di protezione e rieducazione.
Il tavolo dei relatori ha riunito un parterre di esperti di altissimo profilo: l'avv. Ilaria Summa, co-responsabile del settore penale dell'Unione Nazionale Camere Minorili; l'avv. Luca Muglia, già Presidente dell'UNCM; la dott.ssa Anna Fazzari, psicologa clinica e psicoterapeuta con esperienza in neuropsichiatria dell'età evolutiva; l'avv. Antonello Talerico, consigliere del Consiglio Nazionale Forense; e la dott.ssa Antonia Vittoria Dieni, funzionario dell'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro. La combinazione di queste prospettive ha permesso di inquadrare la realtà delle procure minorili lungo tre direttrici fondamentali, quali l'assetto normativo e procedurale, le pratiche quotidiane di tutela e intervento, l'impatto psicosociale sui minori coinvolti.
Un momento di grande valore emotivo e culturale è stata la proiezione del docu-intervista “Voci di giustizia: viaggio nelle procure minorili”, realizzato per restituire la quotidianità lavorativa degli uffici giudiziari dedicati ai minori. Attraverso immagini e testimonianze, il documentario ha portato in sala le voci di chi ogni giorno si confronta con storie complesse, con investigatori che cercano di accertare verità, magistrati che bilanciano sicurezza e tutela, avvocati che devono proteggere il percorso educativo del minore, operatori sociali che cercano soluzioni concrete per il reinserimento e il supporto familiare.
La proiezione ha offerto un poderoso affresco che ha trasformato la teoria in volti, luoghi e percorsi umani, stimolando domande e riflessioni profonde. Nel dibattito sono emersi con forza alcuni temi centrali, quali la prevenzione e l'intervento precoce, per evitare che situazioni di marginalità e disagio evolvano in conflitto penale; la necessità di procure e sezioni minorili adeguatamente strutturate, con personale formato e stabilizzato, in grado di garantire continuità e competenze specifiche; la multidisciplinarietà come obbligo, non come opzione. Ogni pratica minorile richiede il coinvolgimento sincronico di avvocati, magistrati, psicologi, assistenti sociali ed educatori. Il dibattito ha posto l'accento sulla necessità di protocolli condivisi e tavoli permanenti di confronto.
Il diritto alla difesa e la pedagogia forense sono stati temi ricorrenti. La tutela del diritto difensivo del minore e il ruolo formativo dell'intervento giudiziario, orientato alla responsabilizzazione e al recupero più che alla mera sanzione. Il bilanciamento tra la funzione protettiva dello Stato e la necessità di educare alla responsabilità è un terreno complesso che richiede strumenti differenziati e personalizzati. Il reinserimento e il recupero dei minori passano anche attraverso la capacità delle famiglie e del territorio di sostenere percorsi di reintegrazione.
Sebbene il convegno non fosse un seminario tecnico-normativo puro, diversi interventi hanno offerto riferimenti utili al quadro legislativo che regola la giustizia minorile in Italia. È emersa la necessità di applicare con rigore i principi sanciti dalla Convenzione sui Diritti del Fanciullo e dal codice di procedura penale minorile, che prevedono percorsi diversificati e misure alternative alla detenzione. L'attenzione è stata posta inoltre sulle raccomandazioni europee e sulle buone prassi internazionali che privilegiano la mediazione, l'affidamento e i percorsi educativi come strumenti di recupero sociale.
Dalle esperienze condivise sono emerse proposte concrete, come la creazione di protocolli locali tra Procure, Tribunali per i Minorenni e servizi sociali per percorsi di presa in carico rapida; il potenziamento della formazione continua per difensori e operatori, ascolto del minore e tecniche di intervista; programmi di partenariato con scuole e associazioni giovanili per interventi di prevenzione e sostegno alla resilienza; investimenti in servizi territoriali di sostegno familiare e strutture alternative per misure non detentive; diffusione di strumenti digitali e telematici per la gestione dei casi, sempre nel rispetto della privacy e della protezione dei dati sensibili.
L'eco dell'evento di Crotone supera i confini della città. Una Camera Minorile giovane che organizza un convegno di questo livello, con partecipanti provenienti da istituzioni centrali e professionisti di rilievo nazionale, è un segnale di vitalità che può fare da modello ad altri fori italiani. La presenza di esperti e rappresentanti istituzionali ha trasformato l'incontro in un vero momento di networking professionale, oltre che di formazione.
Per la città e per la provincia di Crotone è stata la testimonianza di quanto la giustizia, quando si apre al dialogo interdisciplinare, riesca a farsi strumento non solo punitivo ma anche ricostruttivo. L'iniziativa mira a fare luce sui meccanismi operativi, sui nodi cruciali e sulle storie che orbitano attorno alle procure dedicate alla tutela e ai reati che coinvolgono i più giovani. Più volte nel corso del pomeriggio è emersa la commozione, non per retorica, ma per la presa d'atto delle difficoltà reali che i minori affrontano e per la qualità dell'impegno messo in campo dalle professioni giuridiche e sociali locali. Le testimonianze, i casi discussi in forma anonima e il docu-intervista hanno reso il dibattito vivo, spesso intenso, e sempre orientato alla ricerca di soluzioni pratiche. Molti partecipanti hanno sottolineato come l'esperienza sarà ricordata come una bella pagina per tutto il foro crotonese, un esempio da replicare in altri territori. L'evento è stato accolto con grandissimo entusiasmo da tutto il foro crotonese, confermando che il tema della giustizia minorile è un terreno di confronto vitale per la comunità giudiziaria.
“Voci di giustizia — Viaggio nelle procure minorili” si configura come un evento che ha seminato riflessioni e alleanze. Non si tratta solo di disciplina o di teoria, poiché è emersa la convinzione che la qualità della giustizia minorile passi attraverso pratiche condivise, formazione continua e una rete territoriale capace di sostenere percorsi di recupero. La Camera Minorile di Crotone, con la guida della Presidente Francesca Parise e il contributo di figure nazionali e locali, ha dimostrato che il cambiamento è possibile quando si intrecciano competenza, passione e dialogo. Per il foro crotonese è stata una giornata di alto profilo professionale e umano, un momento che probabilmente segnerà l'avvio di nuove collaborazioni, progetti formativi e protocolli operativi. E, soprattutto, un richiamo a tenere sempre al centro delle politiche giudiziarie la tutela dei diritti dei più giovani, riconoscendone la vulnerabilità ma anche la capacità di rinascita. Una bellissima pagina per tutto il foro, da esempio per altri fori d'Italia.
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