Zangarona- Xingarone, una "perla" arbereshe a Lamezia Terme

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images Zangarona- Xingarone, una "perla" arbereshe a Lamezia Terme


  09 aprile 2026 19:33

di  GIANPIERO TAVERNITI

 Una Calabria incredibile, che riserva in ogni suo angolo ricchezze identitarie, culturali e linguistiche che spesso vengono dimenticate ma che, negli ultimi tempi, grazie a cittadini riuniti in un'associazione culturale, si cerca di rispolverare con impegno, ricerche storiche, eventi e incontri atti a scaldare le profonde radici della comunità arbëreshë di Zangarona. Una piccola frazione della città di Lamezia Terme, con poco più di 350 anime che la vivono tutto l'anno. Una comunità che si unisce alle svariate comunità di albanesi d'Italia distribuite fra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. È uno dei diversi luoghi che, intorno alla prima metà del 1500, hanno accolto la comunità albanese che in terra madre veniva perseguitata dagli ottomani e dove l'eroe-condottiero Giorgio Castriota, detto Skanderbeg, cercò di ostacolarne l'invasione turca e, allo stesso tempo, aiutando i suoi fratelli albanesi a lasciarla per raggiungere luoghi sicuri più vicini, tra cui la Calabria e la Sicilia. Zangarona, da documenti fiscali del Regno di Napoli Liber Focorum Regni Neapolis dedicati alla riscossione delle tasse, risulterebbe presente nella seconda metà del 1500.

Il viaggio continua: un viaggio che entusiasma e ci arricchisce di cultura, storia, usi e costumi diversi da quelli calabresi che, assieme a quelli dei greci di Calabria, agli occitani e alle tracce armene in provincia di Reggio Calabria, compongono un valore aggiunto di pregio, di nicchia, che dona una variegata mappa linguistica di cui pochissime altre regioni in Italia possono fregiarsi. A Zangarona, dal 2007, alcuni cittadini hanno fondato un'associazione culturale che si impegna a tutelare, valorizzare e promuovere le proprie radici: si tratta dell'Associazione "Xingarona larg dhe asër" - Zangarona. Un viaggio che ci regala un murale, commissionato dall'associazione e realizzato dall'artista Gennaro Lanzo, presentato in occasione della visita del Presidente dell'Albania Bajram Begaj nel mese di maggio 2025, quando la comunità ricevette il busto del condottiero albanese collocato adiacente alla chiesa e in posizione dominante sulla piana lametina. Nel murale spicca il simbolo dell'Albania con l'aquila a due teste, collegato alla bandiera italiana e alla sagoma dell'eroe Skanderbeg.

In piazza notiamo il cartello indicativo della chiesa arcipretale di Santa Maria delle Grazie - Klisha Kryeprifterore Shumberia e Graxjevet. Avviandoci verso il centro storico, notiamo i ruderi della chiesa di S. Nicola, dove si è riusciti a recuperare il Padre Nostro nell'arbëreshë di Zangarona, risalente al 1889. Spicca una tranquillità surreale che rasserena e ci porta a dialogare con un anziano che si è offerto di condurci per le vie del borgo. Nella parte alta troviamo le indicazioni con una nuova cartellonistica che illustra la presenza di un luogo con testimonianze archeologiche, composto da pietre coppellate e da un palmento, raro sito rupestre del Neolitico. Qualcosa che colpisce e avvolge di mistero è la Roccia del Drago, scolpita con tratti antropomorfi, nell'area denominata GRUTTE. Le sue radici sono ancora vive: nel dialogo con l'anziano colgo uno scambio con la moglie in lingua arbëreshë, prova della forte conservazione linguistica. L'anziano le ha comunicato che ci accompagnava per il paese e di non preoccuparsi. Accoglienza, come quella che hanno avuto i suoi avi e che oggi lui ha reso nell'accoglierci in questo dialogo e nella condivisione di una piacevole passeggiata per le viuzze della frazione lametina.

Da parte nostra non possiamo che continuare a raccontare questa terra, arricchendoci e gustandoci ogni angolo, vivendolo e condividendolo con chi ne ha piacere, visto che la conoscenza della propria terra, per ognuno di noi, dovrebbe essere una doverosa missione. Solo conoscendola nelle sue ricchezze e nelle sue fragilità potremo avere la lungimiranza di valorizzarla e tutelarla al meglio. Non possiamo che ringraziare Zangarona e l'associazione che si occupa in maniera certosina e lodevole di conservare le radici al "caldo" della dignità e alla luce della visibilità dei propri gioielli linguistici e culturali. Chiaramente siamo consapevoli delle potenzialità di questa terra, che a volte sembra un vero bolide a corto di benzina programmativa e valorizzativa. Ma se qualcosa si muove nella gente, negli storici, negli antropologi e ci saranno le giuste sinergie con le istituzioni preposte, di sicuro il bolide potrà cominciare a camminare e, una volta scaldato il suo potente "motore", comincerà a viaggiare velocemente verso la strada della doverosa valorizzazione e fruibilità turistico-culturale della Calabria. AD MAIORA, ZANGARONA!

 


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