
di CARLO MIGNOLLI
Zoocrimini, randagismo, maltrattamenti e tutela della biodiversità: questi i temi al centro del convegno promosso dall’OPAT (Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio) nella Sala Concerti del Comune di Catanzaro, dove istituzioni, esperti, associazioni e attivisti hanno acceso i riflettori su un fenomeno sempre più preoccupante che interessa la Calabria.
L’incontro, dal titolo “Zoocrimini in Calabria, chi tutela davvero gli animali e la biodiversità?”, ha come scopo quello di promuovere una riflessione sul crescente numero di episodi di violenza e maltrattamento ai danni degli animali, casi che ormai occupano con frequenza le pagine della cronaca regionale e nazionale.
Secondo un reportage della LAV, in Calabria risultano infatti 350 procedimenti relativi a maltrattamenti e sfruttamento di animali tra quelli resi noti. Un dato che emerge anche dallo studio di Ciro Troiano, “Non si torturano le farfalle. Preadolescenza e animali in un’indagine svolta nelle scuole medie”, nel quale viene evidenziato come l’accettazione della violenza sugli animali possa nascere anche dall’aver assistito, fin da piccoli, a uccisioni cruente di animali da cortile, vissute come pratiche normali e quotidiane. Un contesto che, secondo la ricerca, rischia di favorire atteggiamenti di zoosadismo. Un fenomeno che, tuttavia, non riguarda soltanto i più giovani o chi cerca visibilità attraverso i social, ma coinvolge una realtà ben più ampia.
L’obiettivo degli organizzatori è quello di promuovere una diversa cultura del rapporto con gli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e riflettendo sui diritti che troppo spesso vengono negati, sensibilizzando al tempo stesso cittadini e istituzioni.
Al convegno hanno preso parte l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Sport e Tutela degli Animali Nunzio Belcaro, il dirigente delle Guardie Ambientali Salvatore Iozzo, il garante comunale degli animali Ivano Staglianò, l’avvocato Antonio Calzone, il veterinario esperto in comportamento animale e psicologo Giuseppe Perrotti, l’attivista animalista Paolo De Sanctis, oltre a numerose associazioni del territorio e un nutrito gruppo di Guardie Agroforestali. L’incontro è stato moderato dalla dottoressa Rossana Gnasso e dal dottor Salvatore Belfiore dell’OPAT.
«Forse sarebbe davvero il momento, nel 2026, che venisse attuata la legge Brambilla del 2025 e che finalmente ci fosse un inasprimento reale delle pene verso chi commette questi zoocrimini, che il più delle volte non ha neanche la reale percezione delle azioni turpi e disumane che ha commesso e che anzi pensa di poterle pubblicizzare sui social per ottenere fama. Non possiamo permettere che una minoranza di persone finisca per rappresentare l’immagine della nostra terra e di chi quotidianamente lavora per difendere ambiente e animali», affermano i promotori dell’iniziativa.
Intervenuto anche l’assessore Nunzio Belcaro che dice: «È la prima volta che questo tema viene affrontato all’interno della Casa comunale. Da qui bisogna partire per costruire un cambiamento culturale. Tra le deleghe che ricopro, quella alla tutela degli animali è senza dubbio la più difficile e impegnativa, perché ogni giorno ci si confronta con emergenze e criticità che spesso lasciano un senso di impotenza». In merito agli interventi programmati dal Comune, Belcaro dichiara: «Abbiamo reperito risorse economiche interamente destinate alla realizzazione del gattile sanitario. È un risultato importante, ma resta ancora molto da fare, soprattutto sul piano operativo».
L’assessore aggiunge che: «Il Comune continua a riscontrare difficoltà nei rapporti con l’Asp per quanto riguarda sterilizzazioni, microchippature e gestione delle procedure. Senza una piena collaborazione tra enti diventa complicato dare risposte rapide ai cittadini e agli animali». Sul piano culturale, Belcaro conclude: «Per ogni segnalazione di un animale da soccorrere ricevo decine di richieste che invocano l’abbattimento della fauna. Questo dimostra quanto sia ancora debole la cultura del rispetto degli animali. La violenza nei loro confronti rappresenta spesso un campanello d’allarme rispetto ad altre forme di violenza. Per questo vogliamo avviare percorsi di sensibilizzazione nelle scuole già dal prossimo anno scolastico».
Presente anche l’attivista Paolo De Sanctis, che afferma: «Alla base di tutti i problemi c’è il randagismo provocato dalle mancate sterilizzazioni. Ogni giorno vediamo cani e gatti vagare per le strade in cerca di cibo e acqua. Al Nord questo fenomeno è stato ridotto grazie a campagne di sterilizzazione capillari e a un maggiore impegno delle amministrazioni». In merito ai casi di zoocriminalità registrati negli ultimi anni, De Sanctis dichiara: «Abbiamo assistito a episodi gravissimi, come quello del cane Angelo e ad altri casi che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica. Per me chi uccide un animale commette un vero e proprio omicidio. L’inasprimento delle pene è un passo avanti, ma serve che vengano applicate fino in fondo».
L’attivista aggiunge: «Oggi i tempi burocratici sono troppo lunghi. Quando un animale viene investito o avvelenato non possiamo aspettare ore prima che venga soccorso. Bisogna rivedere le procedure e prevedere un numero comunale dedicato alle emergenze, così da garantire interventi più rapidi e salvare vite».
Il garante comunale degli animali Ivano Staglianò conclude l’incontro annunciando che: «Nei prossimi giorni riprenderemo il confronto con l’amministrazione per accelerare alcune attività già programmate. Il lavoro si svolge quotidianamente, anche se spesso non è visibile all’esterno». E in merito alle prospettive future dichiara: «Confidiamo che entro l’autunno possa entrare in funzione il nuovo gattile sanitario. Sono in corso gli ultimi passaggi amministrativi e siamo fiduciosi che questa struttura possa rappresentare un importante punto di svolta nella gestione del randagismo e nella tutela degli animali sul territorio».
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